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martedì, 30 giugno 2009
Un mio nuovo racconto nelle librerie con la rivista letteraria PROSPEKTIVA

prospektiva47

Nella rivista letteraria PROSPEKTIVA no.47 in vendita da questa settimana in tutte le Feltrinelli italiane un mio racconto intitolato UNA NUOVA VITA.

Questo monografico è dedicato alla parola VERTIGINE in tutte le sue forme ed offre molteplici sfaccettature all'argomento.

Se la Feltrinelli l'ha finita basta dirlo e la riordinano, se non l'hanno ancora avuta si presteranno ad averla.

Rivista molto letteraria, molto posh, rigorosetta,  interessante, un bell'esempio di scrittura seria tra tanta offerta.  Il mio racconto affronta l'argomento in maniera abbastanza anomala, ma questo chi mi conosce lo sa, non è una sorpresa.

Anomalo certo, ma dal mio punto di vista molto attuale.  Spero sarà di gradimento a chi lo leggerà.


Sosteniamo le riviste.  Sono una fonte decisiva di gente in gamba e tentativi di dire qualcosa di nuovo e con passione in un panorama altamente asfittico.


Qui in pdf un assaggio del numero:

 ANTEPRIMA PROSPEKTIVA no. 47   > tasto destro, salva oggetto con nome

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 11:29 | link |
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argomenti del post: letteratura

venerdì, 26 giugno 2009
Michael Jackson è morto, il potere dei social network e il dissenso in Iran anche per oggi

Che sta facendo la ragazza? Saluta Ahmadinejad come sostenitrice o tenta di bloccare la macchina come oppositrice?

bhbh
Stavo scrivendo ancora di giovani iraniani quando mi è arrivata la notizia. Michael Jackson è morto ad appena 51 anni per arresto cardiaco quando sembrava essersi rimesso e pronto per il prosssimo tour. Beniamino del pubblico mondiale nonostante gli ultimi anni offuscati da vicende di pedofilia e strane operazioni sbiancanti è un cantante che ha saputo smuovere folle come pochi altri. Indubbiamente uno dei più amati, se ne parlerà per giorni e giorni, network e social network, ripercorrendone la vita e i  dischi. Era già un mito, adesso lo sarà ancora di più, pronto per antologie, tazze e magliette e pellegrinaggi come vacanze. E' un altro mito che la morte consacra per sempre.

Lo conoscono senz'altro anche i giovani iraniani che oggi saranno di nuovo impegnati a farsi manganellare e ammazzare per le strade di un paese che vogliono più civile.

L'altro ieri 24 giugno il leader dell'opposizione Mousavi aveva dato appuntamento su Twitter, canale Mousavi1388, per una nuova discesa in piazza Baharestan a manifestare ancora il proprio dissenso.

Twitter, grande aggregatore di corti messaggi via web ma soprattutto via sms, e da qui la grande utilità quando è la rete a essere presa di mira dalle censure, è diventato suo malgrado in questi giorni il punto focale, attraverso il canale #iranelection, di tutto ciò che rigurda l'Iran, a ragione e anche a sproposito. Indubbiamente essenziale per gli iraniani che hanno bisogno di tenersi in contatto tra di loro ma soprattutto uscire dalla condizione isolata e comunicare al resto del mondo, si è adesso popolato di gente per la maggior parte occidentale che inneggia contro il governo in carica iraniano rendendo molto difficile la decifrazione della reale provenienza dei messaggi, e soprattutto la loro veridicità e non il sentito dire o l'inventato.

I grandi di network di informazione occidentali, compresi quelli italiani, hanno impostato di corsa twitter come una delle fonti primarie di notizie, adesso è di moda, ma in questi momenti twitter è un caos di verità e menzogne, o meglio, più che menzogne rumore di fondo altissimo, tipico esempio di web partecipativo senza filtro e quindi necessario di estrema attenzione e ponderatezza nell'uso.

E' prova lampante di un vero mezzo democratico, fatto di milioni di voci tutte con il loro di diritto di esprimersi, ma dove nessuno di consequenza decide quella giusta a priori e la mette sopra le altre. La differenza la fa ognuno che legge e decide senza mediatori. Che sta facendo la ragazza?

Si capisce allora la confusione e il senso d'impotenza per chi cerchi notizie chiare e veloci. Beh, non ci sono se non a grandi linee. E si capisce meglio a cosa serve l'informazione costituita quando fa il proprio mestiere in questo panorama tecnologico del terzo millennio. Sono i mediatori che fanno la differenza. Dove il lavoro serio e responsabile e che deve essere fatto con una professionalità che non si può improvvisare non è il cercare le notizie, con l'avvento del web 2.0 ce ne sono a tonnellate in tempo reale, ma il verificarle. E' qui che spesso cade tutto, soprattutto in tv e internet. In questo la carta stampata sembrerebbe stare un po' meglio. Forse.

Ieri la maturità lo ha proprio preso a tema centrale, questo web 2.0, di una delle prove d'esame, Social network e internet, ed è stato il compito più scelto dai ragazzi.

E appunto riferendosi aI web partecipativo col giornalismo dal basso, fonte comoda - allora troppo - per chiunque faccia informazione dall'alto,  i tg stessi italiani per l'occasione delle sommosse del 24 hanno usato video da Youtube come resoconti della giornata in piazza mentre erano riferiti ad altri momenti e luoghi.

Ma una testimonianza vera invece, lunga 10 minuti del 24, è apparsa a questo indirizzo solo stanotte:

Tehran Baharestan real footage 24 June Tazahorat:

http://www.youtube.com/watch?v=MD13WNKNGQk


Intanto Mousavi torna a farsi sentire:

The Living voice of the Movement was heard again"Allahu Akbar".
This Friday, We all are going to send GREEN BALLOONS to the sky

L'incontro per gli iraniani e anche il resto del mondo che sostiene il movimento verde è fissato alle 1 pm di oggi.


Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:21 | link |
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mercoledì, 24 giugno 2009
IRAN ELEZIONI - 24 giugno 2009 - Mousavi chiama di nuovo tutti in piazza

Oggi è il 3 tir 1388 in Iran e Mousavi ha chiamato di nuovo tutti in piazza Baharestan per le 16.

mousavi1388

Francamente non riesco a vedere razionalmente come questa storia finirà. Qui ci sono due parti che non cedono, ancora sangue è la triste previsione, ma quanto e fino a quando? E noi europei che facciamo? Faremo qualcosa? Obama ieri ha condannato il comportamento del governo dell'Iran con chiare parole per la prima volta,  Ahmadinejad non verrà alla conferenza G8 a Trieste? Una vera sorpresa.
Se qualcuno si arrenderà chi si arrenderà? Ma soprattutto a quale prezzo?
Comunque noi di qua, gente spicciola del mondo,  continueremo a testimoniare e non smetteremo di farlo.
Perchè i tempi che molti credono ancora esistere sono finiti, questo è certo. La gravità della cosa purtroppo d'ora in avanti si misura solo in base a quanto ci metterà quel governo a rendersene conto.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:58 | link |
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venerdì, 19 giugno 2009
Musica: NICCOLO' FABI - SOLO UN UOMO ma non solo una canzone

Un paio di mesi fa stavo in auto sotto il sole del primo pomeriggio già parecchio caldo e avevo un cd dentro il lettore, un vecchio cd allegato di una rivista inglese che si chiama UNCUT e spesso compro. Sono antologie intelligenti, brani inusuali, fremiti e piccoli scossoni, basi di techno e covers, pezzi sparsi, gradevoli, stupefacenti talvolta, comunque sempre una sorpresa nel loro scoprirsi. Poi il cd finisce, il sole no, il traffico aumenta e la stazione radio che spunta sotto mi butta nelle orecchie una canzone. Non ascolto quasi mai le radio, mi annoiano a morte quei tappeti a tinte uniche di musiche intercambiabili, per di più inframmezzate dalle pubblicità modernissime per i giovani d'oggi.

 

Ma ora ascolto. Incredibilmente mi trovo a seguire il testo di una canzone in italiano. Ma... da quant'è che non succedeva? Dico per la miseria e aspetto la fine, dimmi il nome, ma chi è, dimmi il nome avanti avanti! Parte il pezzo successivo del tappeto di cui sopra e buonanotte, il nome è perso per sempre. Ma non le parole e l'autore la sera stessa viene fuori.

 

Ma allora quando si vuole promuovere un testo decente ci si riesce ancora. Quando si arriva a costruire una canzone non mordi e fuggi, tanto chi se ne frega, basta venda, ma qualcosa di vero per te autore che poi diventa patrimonio condiviso con l'ascoltatore, allora si fa ancora, in barba alle previsioni di mercato e casa discografica.
Ora, non so quanto SOLO UN UOMO di NICCOLO' FABI venda, credo il giusto tendente al basso e va benissimo, ma lui regala un pezzo da conservare anche per poi, da portare con sé, insomma qualcosa che resta e lo accomuna alla migliore letteratura.

 

Per questo, ho già cominciato a farlo col pezzo di Battisti durante Xfactor, metto il testo qui. Perché vale solo per le parole, anche se poi la musica lo veicola a dovere per ancorarlo a questi nostri anni.

 

E anche perché mi ha stranamente commosso. Mi ha ricordato per assonanze e quasi titolo un autore dei primi anni '90 da tempo rientrato alla vita normale che io amo molto ma non citerò qui, per rispetto al suo scomparire, e che mi piacerebbe tornasse.

 

Com'è bella la musica quando è davvero musica, fuori dalla banalità trita.
Ieri in un tg qualunque la giornalista si stupiva sonoramente del successo di quasi trent'anni dei Depeche Mode, in questi giorni in concerti superaffollati in Italia. E mi sono accorta che davvero non riusciva proprio a capirlo, neanche  guardandoli e sentendoli. E allora che ci stava a fare lì a parlarne, specchio senza riflesso di molti addetti... a che? irrimediabilmente scollati dalla sostanza delle cose perché persi nelle forme indefinite delle apparenze del pressappochismo, niente di più lontano dal mondo di chi segue la musica per davvero, di qualunque genere sia. La musica vera è cultura profonda, cultura dell'uomo, esigenza, fondamento, compagna e punto focale proiettato in avanti, ma lo scordiamo troppo spesso.

In questi giorni ce n'è tanta a Parma, al Festival della Poesia, altra forma d'arte altissima, viscerale  e bistrattata, perché non commerciabile secondo i canoni soliti. A domandarsi perché ogni cosa per valere deve essere commerciabile in termini quantitativi. Perché molti  di noi siamo in movimento per altri versi.
 

Ecco allora anche il video di Fabi girato in una splendida da sempre Trieste.

 

 

 SOLO UN UOMO


E' solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance ha il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra quando striscia

le sue serate le sue ferite
le donne amate e poi dimenticate
dell'ambizione della speranza
le ragnatele della sua stanza
di quando ha paura di morire
e un orgasmo la fa tremare
di quando la vita non è così come appare

e' solo un uomo quello di cui parlo
quando inciampa nella sua ombra
quando cammina sull'acqua e non affonda
e' solo un uomo quello di cui canto
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto di quell'universo
a forma di persona

parlo di quando spara a suo fratello
e s'inginocchia a un portafoglio
quando osserva l'infinito
attraverso il suo ombelico
quando sventola una bandiera
o ci si nasconde dietro per paura
una menzogna è più cattiva
nascosta dentro una preghiera

e' solo un uomo quello di cui parlo
di una doccia dopo un tradimento
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto
è solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire e solo partire
o è anche scappare

è solo un uomo quello che mi commuove
che vorrei uccidere e salvare amare e abbandonare
è solo un uomo ma lo voglio raccontare
perché la gioia come il dolore si deve conservare
si deve trasformare

 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 10:42 | link |
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lunedì, 15 giugno 2009
Una domanda inquietante: possono i terroristi essere riabilitati?

La mia vita a quattro ruote, le elezioni in Iran e una strana procedura in Arabia Saudita.


Ritorno dopo parecchio alla mia casa virtuale con una gamba in meno che funziona e un nuovo mezzo di locomozione che si chiama sedia a rotelle. E' la mia compagna da più di un mese e siamo buoni amici, ci scambiamo persino consigli.

Quando siamo disabilitati dalla vita a due gambe e con molto dolore c'è poco da fare oltre soffrire. Ora che il dolore è sceso di due millimetri riprendo le fila un po' sbrindellate delle mie giornate e ricomincio a guardarmi intorno. Perché giuro non so come faccia che vive una vita narciso concentrata solo su se stesso e i propri bisogni: io dopo un mese di tale ahinoi necessaria forzatura stavo per uscire di testa.

graffiti iranE ritorno guardando di nuovo all'Iran e ai giorni del dopo elezione.
Dolcissimo paese di tradizioni gloriose e giovani in gamba, l'Iran. Che lottano e sperano, che lottano e perdono, che lottano e sperano di nuovo.  So che continueranno a farlo fino a che vinceranno. Non c'è paese che guardi con più interesse, forse perché vicino da diverso tempo per altre ragioni di interessi in comune. Noi qua non possiamo pubblicamente fare molto se non guardare e sperare, adesso l'azione è solo loro, noi li osserviamo.

Intanto PBS, la tv pubblica USA - ma dire pubblica…direi privata in verità, se non fosse che la scambieremmo per certe porcherie nostrane, poiché è quasi del tutto finanziata dalle persone comuni e dalle fondazioni (e per chi non ne è pratico sentire ringraziare ogni volta i loro contribuenti a ogni inizio programma credo faccia un bell'effetto) -  ha trasmesso a fine maggio un docu del giornalista Robert Lacey su come l'Arabia Saudita riabilita, si proprio, riabilita, i terroristi senza usare la tortura. E' un'inchiesta bella, di quelle che ricordano le gloriose degli anni 60 e 70 della RAI e che oggi non si fanno più, qualcuno un giorno mi spiegherà perché. E non mi si dica che il pubblico non le vuole perché tiro pugni. Ma mi domando anche di più come i giornalisti di professione di casa nostra possano oggi essere contenti di svolgere un mestiere perlopiù svuotato di molto senso…

L'inchiesta mette in mente un bell'interrogativo: possono i terroristi essere riabilitati? Cioè smettere di odiare non solo l'occidente e gli USA ma soprattutto i loro governi, visto che il grosso del problema è proprio questo, attraverso procedure usate in altre dipendenze?

La puntata è in linea visibile per tutti, naturalmente in inglese.

REHAB FOR TERRORISTS? 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 10:00 | link |
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giovedì, 28 maggio 2009
Musica: MORGAN E MATTEO NEL CONCERTO DI LIVORNO

Si dice che le covers siano roba da karaoke, da balera. Da matrimoni. Cioè da gente di poche idee. O artisti di poco talento. Poi capisci come i pregiudizi sono la morte delle possibilità. Della creatività. E dei media: le loro frasi fatte si sfanno e ti ritrovi a pensare che fare proprio qualcosa di un altro non è arrendersi e rubare, è conservare e rinnovare, è ricostruire regalando emozioni mai spente. E' una stretta di mano sincera tra oggi e ieri. Dipende da chi sei e da come sei. E' forse il sangue di ogni arte.

Vorrei dire diverse cose ma non dirò altro. Li abbiamo avuti per quattro mesi e ce li siamo goduti. Chi c'era sa di cosa sto parlando, per gli altri non ci sono parole abbastanza per spiegare quello che è stato, vedere le cose belle nascere, crescere. Le cose inaspettate. Allora metto due video imperfetti di per sé, fatti da spettatori gentili al concerto,  ma buoni abbastanza per capire cosa non sono questi due insieme.

E una preghiera al dio degli organizzatori, managements e agenti: una serie di concerti sparsi per l'Italia al più presto sarebbe gradita.
Parecchio. Ma proprio, proprio parecchio.



E un pezzetto di I'll fly for you - dal CONCERTO del 25-5-2009 di Morgan a Livorno:



EDITO

per
AGGIUNGERE UN BONUS dal Concerto di Crema del 27 maggio DATA ZERO del tour unplugged.
Accompagnato ormai stabilmente da Lucio "Violino" Fabbri della PFM la cover emozionata ed emozionante di Your Song.

L'espressione della spettatrice che si sente poco dopo l'inizio del pezzo racchiude perfettamente anche il mio pensiero.




Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:57 | link |
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sabato, 23 maggio 2009
NUOVO LABORATORIO DI SCRITTURA IN TOSCANA

Parte il 29 maggio prossimo alle ore 21 il Laboratorio di Scrittura che per il terzo anno consecutivo tengo nella biblioteca di Bucine, un comune del Valdarno pieno di storia passata da poterci scrivere diversi romanzi e con uno dei sindaci più disarmanti che mi sia stato dato di conoscere.


Qui si è formato un piccolo gruppo di scrittori tenaci e di parecchi generi, perché uno dei punti di forza di questi laboratori è sempre stata la diversità, di qualunque tipo, anche di talento e aspirazioni, nella fede profonda che la scrittura non può avere omologazioni, altrimenti è fallita in partenza. Abbiamo tutte le storie, storie fantastiche, storie contemporanee, storie militanti, storie di donne, un panorama dello scrivere e anche qualcosa di più, abbiamo gente che ha voglia di parlare e condividere, beni preziosi quanto la scrittura.


Quest'anno ci concentreremo sull'editing, far diventare la propria pagina degna di essere letta dagli altri, farla interessante, attraente, farla nuova con le sole 21 lettere dell'alfabeto.
E' una cosa ancora troppo sottovalutata da chi con la scrittura ha poca dimestichezza. Si pensa scrivo bene in italiano quindi sono a posto: magari fosse così, eviteremmo la mole di libri e tesi illeggibili e mattoni che ci sono in giro, soprattutto quelli autopubblicati.


Il lavoro di editing lo svolgo da 8 anni, ho cominciato in maniera inusuale, facendolo in inglese invece che in italiano - una cosa pazzesca a pensarci a mente fredda - ma è un lavoro bello, responsabile. Delicatissimo, talvolta incomprensibile, sempre traumatico quanto una seduta psicanalitica. Ci vogliono doti forti, come per il mestiere di traduttore. Ci vuole umiltà e come per il buon traduttore la dote suprema dell'invisibilità, invece non facile. Per questo amo editor che sono anche scrittori con propri progetti: non avranno la tentazione di sostituirsi allo scrittore col quale stanno lavorando.


Ieri in un altro lab abbiamo parlato di nuovo di Carver e del lavoro/taglio di Gordon Lish sui suoi racconti, tema ultimamente tornato alla ribalta. Ma quello non fu un rapporto di collaborazione, fu un rapporto di potere tra due menti: è giusto o no?
Anche di questo parleremo, correggeremo testi e capiremo il perché delle correzioni. E le discuteremo e litigheremo ma amabilmente: siamo molto charming quando ci mettiamo insieme.


Per chi vuole stare in mezzo a chi scrive e imparare, per chi ha un testo nel cassetto o uno rimasto a mezzo o lo ha ancora nella testa e non riesce a scriverlo, il telefono della Biblioteca di Bucine è qui, aspettiamo chiunque voglia unirsi, l'unica regola di partecipazione è l'amore per la scrittura.


Tel. 0559911363

in orario  mart/giovedi 15-17,30     merc/ven/sab 9-12

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 18:12 | link |
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mercoledì, 20 maggio 2009
OMICIDIO CALABRESI - PERCHE' E' ACCADUTO e perché al presidente Napolitano si è spezzata la voce.

E' successo il 9 maggio scorso quando al  Quirinale il presidente della repubblica Napolitano ha ricordato un fatto passato davanti a due donne facendole per la prima volta incontrare e stringersi la mano in gesto di pacificazione. Erano la vedova del commissario Calabresi e la vedova dell'anarchico Pinelli, due morti ereditate sulla scia della strage di Piazza Fontana avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969. Quel giorno per una bomba ci furono diciassette vittime all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura e anche altre 5 fallite esplosioni tra Roma e Milano in punti nevralgici. Questa era una faccia dell'Italia di allora, quella del tg in bianco e nero, di boom che stava sgonfiando, di brave famiglie operose che da casa guardavano, di lotte studentesche che cambiavano in qualcos'altro anche il lavoro.


I responsabili non si sono mai saputi. E' così per molti fatti di morte di allora: chi fu? Destra, sinistra, anarchici, terroristi, politica, devianza, complotti, strategie della tensione, tutto si è citato, tutto si è giustificato o condannato, un libro ogni minuto da decenni riporta teorie. Sarebbe importante sapere ma alla fine sfiniti ci domandiamo: serve sapere? Quando decidi di offendere importa conoscere sotto quale bandiera ti giustificherai? Appartenere a un partito che ti ispira la lotta per future rivoluzioni oppure lottare per la paura di uno status che tu non vuoi avere, basta questo per armarti la mano? Alla fine di tutto, quello che conta e si può contare, anche a distanza di tanti anni, sono solo i morti che restano.


I morti ammazzati da bombe e pallottole che stesi per terra tra il sangue di allora vorrebbero sapere più che i nomi, in nome di cosa sono morti. Per noi vivi la ferita è talmente grande che di quegli anni della nostra storia, tra il 1968 e il 1974 saranno compiuti 140 attentati e quello di Piazza Fontana è uno dei più gravi, non sappiamo ancora che farne. Perché la coscienza non è stata depurata ed è come un cancro che mangia fino a che non metteremo un punto fermo recidendo di netto la parte malata, pacificazione davvero e presa di coscienza delle colpe, se no continuerà a infettare, a spurgare veleno.


Ma torniamo ai fatti.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 06:03 | link |
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lunedì, 11 maggio 2009
ECCO A VOI LA PRIMA RICERCA SULLA PIRATERIA CINEMATOGRAFICA IN ITALIA.

In questi tempi ottusi di odio mai sopito verso il downloading digitale da parte delle corporazioni e majors e l'ignoranza della stampa - sarà una coincidenza ma con l'avvento dell'estate si riparte ogni anno - una serie di eventi si sono concatenati.

Ad aprile la prima condanna dei quattro ideatori di The Pirate Bay come colpevoli di aver rubato milioni di diritti di copyright apparentemente solo perché ospitano indirizzi, cioè come accusare le ferrovie italiane se trasportano due delinquenti che andranno a rapinare una banca: vedremo come finirà, ora ci sarà l'appello, ma non cantino vittoria perché da come stiamo andando non l'avranno.

Poi il rigetto netto del parlamento europeo alla legge che permette di tagliare il collegamento telefonico a chiunque scarichi dalla rete, su progetto francese - tre avvertimenti e futuri blocchi da parte degli ISP di collegamenti a siti determinati - che già entrerà in funzione in Francia: per fortuna un po' d'intelligenza per un sopruso. Ma non si autoproclamano sempre patria eletta delle libertà, i francesi? Bastassero le parole.

Poi in questi giorni l'uscita del singolo dei cantanti italiani per il terremoto Domani 21 4 09 e le isterie della FIMI nelle parole di Vespignani: se qualcuno lo scarica senza pagare dal web ruba soldi ai terremotati, che la dice lunga sul grado di stupidità col quale ragionano le corporazioni musicali. Ci facciano vedere piuttosto, e chiaramente, quanti soldi faranno, quanti ne doneranno e quanto loro ci guadagneranno in questa bella iniziativa sociale, e al popolo sempre accusato piacerebbe anche sapere dei famosi numeri 485xx che servono per donare: una volta per tutte quanti sono e come vengono ripartiti i soldi. Grazie, si, aspetteremo qualche millennio.

Intanto l'America di Obama si lamenta della Spagna, dove giustamente si riconosce il diritto al file sharing, proponendo le solite cifre fantasma di milionarie perdite delle corporazioni ai loro già miliardari guadagni, e di prendere subito drastici provvedimenti per il futuro. Stiamo impazzendo? Gli americani si occupino delle loro leggi, vogliono anche metter il naso dentro la Spagna? Ma dico.

Per finire alcuni giorni fa un articolo su REPUBBLICA.it per illustrare la prima ricerca italiana fatta sul download digitale in Italia.

Riporto integralmente l'articolo del 17 APRILE
con in rosso i miei commenti.

Presentata la prima ricerca sulla pirateria cinematografica in Italia
La maggioranza sa di commettere un reato, ma l'atteggiamento è auto assolutorio

di MARIA PIA FUSCO

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mercoledì, 06 maggio 2009
BELLO IL DIRITTO ALL'ACCESSO: COME SOPRAVVIVERE AI CAPTCHA SU BLOG E SITI.

Per tutti sono un problema quelle piccole immagini con nascosto qualcosa dentro che appaiono spessissimo quando l'utente deve lasciare un commento, conferma o altro su blog e siti vari. Non esistono per sadismo anche se parrebbe, esistono perché fanno distinguere se chi sta in quel momento davanti lo schermo è un essere umano a tutti gli effetti o una macchina programma normalmente spargi spam/schifezze (si, lo so, non domandatemi perché ma ci sono davvero dei perdenti che passano il tempo a cercare di riempire le cose degli altri delle loro immondizie pubblicitarie sperando che qualcuno ci cada? ...ossignur!).

Ma i captcha sono una rottura a zilioni perché aggravati dal fatto che la maggior parte di loro sono talmente astrusi da far demordere chiunque dal provarci a intervenire, meglio mollare sconfitti e scontenti.
Anche qui su Splinder abbiamo lo stesso problema. Fino a qualche giorno fa  chi gentilmente cercava di lasciare un commento ai post si trovava davanti un "copia le lettere che vedi nell'immagine" dove le lettere non si vedevano.
Dopo molti lamenti qualcosa è cambiato, ora sono ingrandite di pressappoco due millimetri .... !  :(

Ma tanto per dire, captcha di tipo logico, mentale, ecc. no, eh? Tipo mela + pera, amo+ lenza, dopo 1 2 e 3 cosa viene, ecc. no?

Allora mentre aspettiamo l'avvento del web semantico una dritta fondamentale. E' una stupidaggine ma talvolta non ci si pensa o non lo si conosce proprio. Quando ci si trova davanti un captcha incomprensibile che appare in un pop-up o altro premere CRTL+R ricarica la pagina e quindi l'immagine cambia. Farlo fino a che non appare un captcha chiaro da ricopiare e poi lasciamo il nostro intervento tranquilli. Rozzo ma funziona.

Però vale ricordare che uno dei primi diritti digitali è quello dell'accesso, chiarezza e semplicità, altrimenti possiamo tutti andare a leggerci quel pezzo fondamentale della storia della letteratura italiana che sono le istruzioni del 740 tanto per tirarci un pochino su.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 17:02 | link |
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