- WHY DO WE FIGHT - Il blog di Chiara Micheli

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Uno sguardo trasversale ed indipendente sul mondo dei media: cinema ma anche TV, arte, società e molta letteratura ------- Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali -------------

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domenica, 29 gennaio 2006

       

                                                             HULK

Settimana 29 gennaio/4 febbraio 2006 

 

Domenica 7.30 RETE 4 Ellery Queen (tutte le settimane). 

La serie televisiva anni ’70 interpretata da Jim Hutton, padre di Timothy, alle prese con case misteriose, ereditiere fuggitive, complotti familiari. Come per Nero Wolfe, intrattenimento puro al meglio. Di classe.

  Lunedì   8.05 RAI 3  La storia siamo noi.

Con la solita replica che dovrebbe essere intorno alle 23,40, si parla dei fatti del 5 settembre 1972 alle olimpiadi di Monaco (vedi post precedente).

Lunedì  21.00 ITALIA 1   Hulk.

Con la regia di Ang Lee, in questo momento nelle sale con Brokeback Mountain, e interpretato da Eric Bana, idem con Munich, un film che non ricorda per niente la serie televisiva con il gigante verde. Meno male. Non so ancora quanto mi piace, in ogni caso da vedere. 

Lunedì  3.00 ITALIA 1   X Files (tutta la settimana).

Devo dire altro? 

Martedì 20.30 LA 7  Otto e mezzo.

Sia che Ferrara piaccia o no come giornalista, comunque l’informazione a portata di fatti e di alto livello. Ci si può litigare veementemente. Tutta la settimana fino al venerdì. 

Martedì 2.10 RAI 1 Cult Book.

Questa settimana Il Gattopardo.

Martedì 23.30 ITALIA 1 Nip/Tuck   Terza Stagione.

Questa è una delle serie più incredibili che ho incontrato per il profondo squilibrio delle puntate.Talvolta irritante per quanto superficiale, talvolta stupefacente per come colpisce in profondità. Credo che rimarrà un mistero. Da vedere assolutamente.

Mercoledì 1.55 RAI 1 Magazzini Einstein.

Per vedere di cosa tratta questa puntata pagina 524 del televideo.

 

Giovedì 14.05 LA 7 Le Quattro Piume.

Film di Zoltan Korda del 1939. Avventure in terre lontane, tradimento in patria e 4 piume di vergogna. Un riscatto umano appassionante.

 

Venerdì 15.20 RETE 4 La Locanda della Sesta Felicità. 

1958. Ingrid Bergman e Curd Jurgens in una storia d’amore travolgente ai confini del mondo, tra guerra e cultura cinese. Un vero melodramma non fatto di clichés, uno dei miei preferiti.

 

 

Postato da: MenandDreamers a 11:31 | link | commenti (1)
in settimana

sabato, 28 gennaio 2006

       

                              Il prossimo anno a Gerusalemme

 

 

                    

 

E' una coincidenza che ieri Hamas vinca le elezioni politiche in Palestina, lui che giura la distruzione dello stato di Israele, e oggi sia giorno della memoria di quelli che da sempre respinti in posti più lontani, andarono, dopo il '45, a cercare una terra che ridesse il senso di appartenere a qualcosa, loro che non avevano più niente, solo quella terra, reputata lascito diretto di Dio? E' anche troppo banale vedere gli scherzi che la storia si diverte a fare. E ai quali noi contribuiamo.

Gli sporchi ebrei, tenutari di poteri occulti ed averi immensi, quelli che dal 9 settembre 2001 sono accusati del complotto: "No, te lo giuro, è vero, non c'era neanche un ebreo morto nelle torri gemelle..", quelli che, nessuno venga a raccontarmela, 60 anni fa andavano a morire con la benedizione di quasi tutti i tedeschi e diversi italiani, ubriachi di ignoranza e arroganza: la morte tua è la vita mia migliore.

Si dice che la storia non insegna niente. Che si ripetono ciclicamente gli stessi errori, ancora ed ancora, senza tenere conto del passato. Eppure.

Ottant’anni fa si poteva anche mandare al governo, con elezioni democratiche, uno che decideva di sterminare un popolo perché reputato come parassiti e forse lo erano davvero e lo faceva, con la quieta acquiescenza che nelle parole di Eichmann al suo processo risuona come quella innocua di chi ha fatto il proprio dovere di bravo cittadino, fedele alla bandiera.

Oggi credo invece che Hamas si freghi con le proprie mani, che ragioni con la mentalità del 1930 in un anno che si chiama 2006. Mi dispiace per tutti i simpatizzanti palestinesi, anche miei amici.

Se le condizioni di vita e povertà e le colpe non le vedo da una sola parte, non vedo altrettanto perché si possa impunemente e a voce forte dichiarare la volontà di sterminio di qualcun altro.

Sarà solo l'ala estremista? 

Può darsi. Ma è un’ala che si fa sentire, che è in tutte le tv e giornali del mondo, che lancia un messaggio di odio credendoci quando ormai nel mondo siamo sempre in meno a crederci: che la morte tua sia la vita mia. La vita è una sola, indivisibile: se tronco la tua, in qualche strana e ultraterrena maniera, trancio anche la mia.

John Donne, poeta inglese del seicento poi diventato ecclesiastico, trasferendo la sua vena acuta al servizio di Dio, in una famosissima meditazione dice: "Ogni morte di uomo mi sminuisce".

In un mondo che è uno, non mille, ci dividiamo anche questo.

Nell'odio sociale e personale come arma di lotta, quando vedo, ancora più subdolo, usare il disprezzo come arma di lotta, cosa è capace di fare un uomo verso un altro uomo, non c'è meraviglia. C'è la consapevolezza di quanto sia fragile il nostro equilibrio e che il pericolo è sempre in agguato.

Uno stato o una parte di esso, che investe chi ha davanti dello status di nemico, per ideologia, tornaconto o solo stupidità cieca si mette fuori da tutto e da tutti. Verrà isolato. Oggi viene isolato.

E’ il cambiamento dei tempi, solo un piccolo spostamento di prospettiva ma che contiene noi oggi e cambierà la storia domani. Per questo, stranamente, mi preoccupo meno del dovuto delle affermazioni deliranti di chi si sente nel giusto, di chi dappertutto, troppo spesso anche in questo paese, usa l'odio che alberga per trovare nell'altro la giustificazione alla sua miseria morale, alla sua disperazione.  Perché saranno sempre meno e sempre più tenuti a distanza. Ma la consapevolezza serve solo ad alimentare ancora di più la mia vigilanza.

In memoria di chi non ricorda.

 

                               

 

In un giorno di settembre del 1972, durante i giochi a Monaco, 11 membri della squadra olimpica israeliana furono uccisi da un commando palestinese. Furono attaccati di notte e l’assedio alla palazzina fece il giro delle tv mondiali. I giochi, con la logica ancora degli anni settanta, non furono interrotti. Un documentario di pochi anni fa, splendido, ricorda e ricostruisce ogni singolo minuto di quel fatto, con le immagini del momento e le testimonianze. Credo sia fondamentale affiancarlo al film di Spielberg, Munich, che esce in questi giorni, perché quest’ultimo focalizza di più l’attenzione sulla caccia da parte di un gruppo scelto israeliano ai mandanti dell’azione. Insieme possono servire a vedere quali confini ha, e diamo, al male e prendere coscienza sul senso della vendetta.

C’è chi odia è c’è chi ricorda.

Per quanto mi riguarda, non è mai abbastanza.  

 

La meditazione di John Donne - in inglese - è qui.

In italiano, solo uno stralcio, è qui. 

 

 

                               

 

E siccome di violenza e terrorismo non si muore mai a sufficienza, torno adesso dalla conferenza stampa per la donazione del fondo documentario di Robert Katz al comune di Pergine Valdarno, un fondo che raccoglie qualcosa come 60.000 documenti cartacei (carteggi, diari, interviste, appunti) e svariate ore di registrazioni e film.

Io e lui facciamo parte del Consiglio della Biblioteca di suddetto posto, a metà tra Firenze ed Arezzo, dove entrambi abitiamo. Robert Katz è americano di nascita ma toscano per scelta. Arrivato a Roma nei primi anni sessanta, ha preso la decisione di rimanere quando ha incontrato la storia italiana. Dapprima quella della seconda guerra mondiale e poi più avanti, fino al caso Moro, che ha vissuto sul posto.

Giornalista, insegnante, scrittore, storico, durante gli anni ha conservato il materiale che è servito alla redazione dei suoi libri, tra i quali più famosi: MORTE A ROMA, sulla strage delle Fosse Ardeatine e I GIORNI DELL'IRA, sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro, da cui è stato tratto il film di Giuseppe  Ferrara

Ha anche collaborato alla sceneggiatura di “La pelle” di Liliana Cavani.

E’ un osservatore attento ed è interessante vedere la nostra storia attraverso gli occhi di qualcuno che arriva da un po’ più lontano, uno sguardo coinvolto da fuori ma alla fine coinvolto del tutto.

Lo posso capire. 

Anche la nostra storia è una cosa strana. Ingombrante o cedevole, a seconda dei casi, da ignorare o portare ad esempio secondo i momenti, le idee, le correnti, è comunque la nostra memoria. Che svanisce piano piano, impercettibilmente, se non la tratteniamo. Ed il tempo è poco e la voglia di mollarla dove ormai sta - nel passato, appunto - è forte. Si, potremmo lasciarcela. Senonché non faremmo giustizia a chi l’ha vissuta e ci si è anche fermato per sempre. Il compito gravoso di ascoltarla ogni tanto, in memoria di chi non può ricordare. 

Per quanto ci si rifletta, non è mai abbastanza.  

 

L’archivio Robert Katz (A.R.K.) sarà visionabile da chiunque ne faccia richiesta per scopi di studio contattando il Comune di Pergine Valdarno al suo sito (c’è anche un PDF scaricabile)

Invece il sito personale di Robert Katz, con molti documenti di storia italiana, è qui. 

Per chi è interessato alla storia in generale, un sito notevole di memoria del ‘900 è qui. 

Postato da: MenandDreamers a 15:20 | link | commenti
cinema, letteratura, storia

domenica, 22 gennaio 2006

  

                                          FAREWELL TO THE KING

 

Siccome me ne interesso da sempre, siccome continuano a chiedermelo, siccome il tempo per rispondere singolarmente è quello che è, ho deciso che d'ora in avanti, a scadenza regolare (prometto e incrocio le dita, giuro che ci provo), cercherò di buttare giù una specie di promemoria veloce su cosa c'è nella settimana tra terrestre e satellitare (solo la parte accessibile a tutti senza pagare canoni particolari - il cosiddetto Free To Air ed eventualmente anche in lingua non italiana, perchè credo siamo in tanti ormai ad usare inglese e francese in modo quotidiano) che meriti, secondo il mio parere, di essere visto o, più probabilemnte, registrato, visto che le ore saranno spesso poco canoniche. Quello che mischia ripresa, arte, letteratura e strumenti espressivi differenti e può servire ad arricchire il nostro modo di vedere e sentire il mondo intorno a noi. E noi dentro il mondo. Quello che in maniera particolare è meno ovvio e per questo poco notato e chiacchierato.

Spero di essere utile a chi è interessato ad usare il mezzo visivo in modo meno deprimente. E perché a differenza di quello che sento come straziante lamentala generale, il suddetto mezzo ha decisamente molto da offrire. La questione, sembra banale ma non lo è, sta solo nel come si usa. Ma è poi mai stato differente? 

Se lo trovate utile fatemelo sapere.

E se avete bisogno di notizie in più chiedete. Avrà il tag = In settimana.

 

Settimana 22/28 gennaio 2006  

   Lunedi   8.05 RAI3  La storia siamo noi.

Il programma di Minoli, notevole per gli argomenti che tratta, nell’ultima settimana sui rapimenti italiani e le interviste a quelli che sono tornati a casa liberati. In questa sullo sterminio degli ebrei. Con una replica la sera stessa a mezzanotte circa, molto circa, e una nuova puntata tutti i giorni fino a venerdì. Notevole.

Lunedi  23.15 7GOLD  Berserk.

Ultime puntate per la seria animata giapponese. Sanguinosa, appassionata, violenta, distruttiva. Predestinata fin dall’inizio. Insomma, una cosa meravigliosa. E il doppiaggio è, nonostante tutto, all’altezza. 

Martedì 2.10 RAI 1 Cult Book. 

Nei trenta minuti di stanotte si parla di Solzenicyn ma non solo, com’è d’uso in questa trasmissione. 

Martedì dalle 21 in poi RETE 4.

Una serata dedicata al processo di Norimberga, con 2 film non male e 1 documentario.

Mercoledì 2.35 RAI 1 Magazzini Einstein.

Per vedere di che cosa tratta questa puntata pagina 524 del televideo.

Mercoledì 2.20 RETE 4 Via dalla pazza folla.

Dal romanzo di Thomas Hardy, un film di Schlesinger del ‘67, suggestivo e con la fotografia di Nicholas Roeg.

Venerdì 21.30 LA 7  Conspiracy.

Un film HBO con un cast eccezionale- K.Branagh, S.Tucci, C. Firth – su una riunione segreta tenuta a Berlino nel 1942 dai massimi poteri nazisti per decidere di una questione che avrebbe cambiato la storia di milioni di persone.

Venerdì 23.20 ITALIA 1 The Experiment.

Film tedesco del 2001 piuttosto interessante. Ci sono molte cose da quelle parti teutoniche che meriterebbero più attenzione e meno pregiudizi.

Sabato   9.30   RETE 4  Nero Wolfe - Ospiti Indesiderabili.

L'ultimo allestimento di Nero Wolfe, che tra parentesi non ho mai amato, neanche in quelli vecchi  con Tino Buazzelli - e davvero odio le orchidee - molto spiritoso e ben recitato.

Sabato 17.50   LA7      Addio al re.

John Milius in una storia di amicizia profonda e morte durante la seconda guerra mondiale. Bellissimo.

 

Postato da: MenandDreamers a 10:06 | link | commenti
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