
Uno sguardo trasversale ed indipendente sul mondo dei media: cinema ma anche TV, arte, società e molta letteratura
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Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali
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"Con lui scompare una voce di libertà" Napolitano ha detto.
Ma quando sono le mani di libertà a scomparire?
E' uno strano paese davvero questo. Un paese dove chi parla di libertà è più importante di chi la da.
Nei media, naturalmente, non credo invece nel cuore della gente. Sono scomparse due persone importanti in Italia in questo mese, persone conosciute, Don Oreste Benzi ed Enzo Biagi. Ma se per il secondo ho visto a tutte le ore documentari, ho ascoltato inchieste e ricordi di tutto e chiunque, a proposito o meno, la morte di Don Benzi è stata, per la maggior parte dei TG, neanche annunciata nei titoli d'apertura e seppellita medialmente in 12 ore. Singolari comportamenti di come vorrebbero dirci su chi lascerà una traccia nella memoria, dove la memoria è futuro possibile dato a qualcuno per mantenerla. Non sono mai stata una persona di molte parole ma questa la spendo a ricordo di chi raccoglieva sporcizia e non se ne vergognava, di chi era servo solo di un’idea, quella di una comunità possibile di fratelli. Niente di più scomodo e imbarazzante di questo.
Intanto in questo paese di strani eventi voglio ricordarne anche un altro: la vicenda di una casa editrice di fantascienza che ha chiuso. Triste. La storia della Perseo Libri è esemplare nel suo svolgimento e il direttore, Ugo Malaguti, la racconta proprio qui. Consiglio di leggerla perché è illuminante di molte vergogne nostrane. Intanto a lui, che gentilmente mi ha anche risposto, invio gli auguri per le prossime attività. Non molliamo mai.
Ma anche gli Stati Uniti sono uno strano paese.
Dove due pesi e due misure le intendono nel campo della scrittura per la tv. Dal 1 novembre, il WGA, Writers Guild of America - sindacato degli scrittori in campo dei media - è in sciopero per il rinnovo del contratto che si è arenato su un punto dolente. Spiego.
Quando gli internauti provano a scambiarsi una qualunque puntata di serial televisivo sono, legalmente parlando, considerati dei terroristi. Cioè stanno attentando all'onore stesso, sacro, della patria secondo il DMCA, Digital Millennium Copyright Act, sommo protettore di diritti economici spesso fantomatici e guizzanti (i colpevoli potrebbero entrare di notte nella Cappella Sistina e grattare con le unghie i soffitti michelangioleschi: se la caverebbero più a buon mercato).
Peccato che quando quelli che per primi queste cose le creano, ovvero chi le scrive (vale ricordare che anche se spesso innotata, senza scrittura non esiste niente di realizzato né esisterebbe questa grande rinascita del racconto televisivo come grande costruttore di miti del nostro tempo) si lamenta di non aver nessun diritto riconosciuto per il passaggio in internet delle puntate nei siti ufficiali delle majors e associati, le stesse puntate prima incriminate improvvisamente vengono considerate promozione e quindi nel pieno diritto di non essere remunerate.
Esiste una sola verità e molti modi di praticarla. Non è male.

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