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Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali
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Qualcosa che vale in settimana: 30 luglio/5 agosto
Domenica 1.30 RAITRE Fuori Orario
dedica la notte a due film sui Rolling Stones. Il primo è One plus One di Godard ed è il migliore, in quanto il regista usa la musica per un suo discorso personale. Siamo in pieno 1968, quindi molti slogan, molte dichiarazioni, molto idee confuse e velleitarie. Ma anche molta energia.
E quei quattro ragazzotti inglesi, no, c'era ancora Brian Jones, che registrano Sympathy for the Devil, avranno anche messo su il peggio della finta trasgressione a suon di droghe e sesso, ma la musica è la musica e vedere come nasce - come qualunque altra espressione artistica quando la si vive in divenire - è uno dei momenti della vita più affascinanti che io conosca.
Lunedi 21.00 RAIUNO Calendar Girls
La storia è vera - e la protagonista ogni tanto la racconta - e il film è gradevolissimo e vale le due ore seduti.
Un gruppo di volontarie per la ricerca sulla leucemia pensano di posare nude in un calendario per la raccolta fondi. Solo che le signore non sono attrici in cerca di successo o modelle pronte a tutto, ma casalinghe inglesi di campagna e per di più tutte tra i cinquanta e i sessanta. Con l'arguzia e il wit tipico dell'isola, tra seni cadenti e menti intelligenti, riusciranno allo scopo.
Sabato 23.25 RAITRE Passpartout
A zonzo tra Italia e Europa, alla ricerca di nessi e scommesse nel modo in cui le persone creano e soprattutto usufruiscono di arte, le puntate del mio programma preferito che riprende.
Consigliato è dire niente. Benefico, forse è meglio. Mi inchino davanti a chiunque che, invece di contribuire a chiudere la mente, si impegna e si diverte a dare, a chi vuole ascoltare, la possibilità di aprirla.
Sabato e domenica 2.40 RAITRE Fuori Orario
Continuano ad essere trasmessi i documentari di Wiseman.
In questo, del 1989, si parla di morte, o meglio, dell'esperienza dell'avvicinarsi alla morte in un grande ospedale.
I passaggi obbligati e le persone che li devono fare.
Non è un argomento passatempo eppure non c'è niente di tremendo. Il giudizio dipende da altri fattori. Mi ricorda un altro film che ho rivisto questa settimana, che consiglio a chi non lo conosce, ed è Son Frère di Chéreau. Là fiction, qui realtà, ma l'approccio minimale e il distacco pieno di attenzione (no, non è una contraddizione) ne fanno due esperienze che non mi andrebbe di mancare. Se ne esce più calmi e misurati, con una prospettiva sulla vita leggermente alterata. E questo non può che fare bene ai nostri corpi che affermano troppo spesso di essere solo carne.


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