- WHY DO WE FIGHT - Il blog di Chiara Micheli

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Uno sguardo trasversale ed indipendente sul mondo dei media: cinema ma anche TV, arte, società e molta letteratura ------- Un'artista interdisciplinare e sperimentatrice di tecniche diverse: arti visive, grafica editoriale, letteratura e poesia orale, nuove culture digitali -------------

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Same shit, different day Torchwood Everyday heroes Che Burma sia libera Che il Tibet sia libero Perchè gli eroi sono senza nome Non sono le fughe che permettono di scappare Sono i figli che cercano i padri Creative Commons License Google PageRank Checker Tool Una poesia Friendship Brothers DEGRADARTE 2 - FEEL FREE TO TAKE AND SHARE! cm Che il Tibet sia libero
lunedì, 04 dicembre 2006

Amo la musica elettronica. Amo quello che la macchina, nutrita di ingegno umano, può produrre. I rumori di parti che cozzano e superfici che sfregano non è molto lontano per me da una scala armonica naturale. Sono pezzi di suoni entrambi, cibo destinato alle orecchie insieme alla riflessione e all'ispirazione.
Ricordo concerti sciagurati e perfetti nel loro caos, sfracellati dalle loro stesse mani: Einsturzende Neubauten, Clock DVA, la scena techno da un po' di anni, la sperimentazione da sempre, decine di altri.
La scena rock esiste soprattutto perchè esiste l'elettricità e la tecnologia. E chi fa di questa tecnologia non solo un mezzo, ma si ferma a considerarla, a guardarla in faccia prima di usarla, ha il mio massimo rispetto.
Ogni tentativo di esplorare ciò che sembra scontato o peggio, refrattario al bello, inteso come appunto armonia,  è per me motivo di interesse. La ripetitività non un limite ma una porta di accesso a modi alternativi di sentire: la definizione indefinita, la forma non precisamente ritagliata, gli spigoli nella comprensione conciliata sono i punti di partenza essenziali, imprescindibili per le persone che fanno arte. Se la fanno veramente.
Thomas Dolby ha cominciato a comporre elettronica nei primi anni '80 ed è considerato ormai uno dei precursori. BT invece lo fa da meno tempo ma fa parte di quelli che con la loro musica stanno accompagnando molti dei miei giorni. Autore anche di colonne sonore, non posso non citare quella di THE FAST AND THE FURIOUS perchè è di una evocatività perfetta, spremuta dalle notti afose e puzzolenti degli oli di scarico. Ma soprattutto è di "questi tempi". Di quante persone che creano, scrivono o inventano, cantano o parlano,  posso sinceramente dirlo?

Adesso i due tipi si sono uniti e stanno scorrazzando per i theaters americani in uno spettacolo che vorrei vedere (presumo un'uscita in DVD nel prossimo futuro).
Nel frattempo su Deviantart hanno messo il video di 1.618, pezzo tratto da This Binary Universe di BT, ed è scaricabile.

Attenzione, non è un video classico, è "IL VIDEO", ovvero 186 MB di Divx 5.1.
Chi ha una connessione veloce lo prenda perché merita. Gli altri possono ascoltare l'audio.


 ----> BT e Thomas Dolby su DeviantArt.

Postato da: MenandDreamers a 23:54 | link | commenti
musica

domenica, 31 luglio 2005

Arezzo Wave è finito ma  prima di chiuderlo devo dire due cose.
 
Di una serata electro-wave, ovvero la parte più genuinamente dura della manifestazione, come ha detto un mio amico - quella dove ritroviamo le nostre anime e radici e il nostro prossimo futuro musicale -se non ho preso una cantonata epocale - e di un reading.
La notte in questione era sabato 16 luglio, dentro un Palaffari stracolmo, a sentire musica a volume micidiale.  Un gruppo italiano FABRIKA che mi ha stupito per la bravura, complimenti sinceri, e un dj- set niente male degli inglesi Evil Nine e molta delusione per Goldie che invece non mi ha entusiasmato per niente. E un saluto a quei .. come chiamarli? dei Krisma che ancora suonano come se avessero vent'anni e forse ce li hanno davvero e il tempo non è che una convenzione se, come ha detto lui, “nessuno di voi era nato quando ho scritto questa canzone” ed ha cominciato Black Silk Stolking. Way to go, guys. Vedere gente così fa credere nella vita e nelle sue pieghe.
 
Nello stesso giorno, presso l’anfiteatro romano, nella sezione Wordstage/Comicswave, ho partecipato al reading di "Una ballata del mare salato" di Hugo Pratt nel decennale della sua morte. Un evento durato 8 ore per 224 pagine di libro e diviso tra decine di attori, scrittori e artisti di varie discipline. Una maratona, un tentativo, una sfida riuscita che mi ha commosso.
Sono le piccole cose che contano.
E anche le grandi.

Postato da: MenandDreamers a 23:06 | link | commenti (1)
musica, scrittura



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