______ Il blog di Chiara Micheli ______

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Uno sguardo trasversale e indipendente sul mondo dei media: letteratura e libri, cinema, TV, arte, spettacolo e musica.

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giovedì, 26 novembre 2009
X FACTOR 3 - DODICESIMA PUNTATA - SEMIFINALE CON GLI INEDITI: ESCE SILVER E MORGAN SI ARRABBIA COI PRODUTTORI.

Vorrei qualcuno mi spiegasse come è possibile avere quattro cavalli di razza e dopo tre mesi e passa di allenamento ai campionati del mondo lasciarli morire di fame perché non ti ricordi più cosa devono mangiare. O ti scordi l'acqua a casa prima del viaggio di trasferimento. Più o meno ieri sera ha funzionato così al momento degli inediti. Ma dico, come si fa a sprecare quattro artisti con quattro cazzate di canzoni? Quattro brutte canzoni, cliché da Sanremo rincoglionito, quattro fatiche di menti che scusatemi scusatemi, non è arroganza ma è proprio disperazione, dopo un gran lavorio secretissimissimo che neanche la Cia, riescono a partorire questo? Insomma la fine del mondo di Eliot, che sembrava un botto e si rivela un gemito.
Ecco l'inedito di Marco Mengoni - DOVE SI VOLA - Lui per fortuna riesce a rendere memorabile qualunque cosa.
Qualcuno me lo spieghi vi prego. Ma chi scrive ha cognizione di ciò che scrive? Sta dentro il mondo di tutti o solo nel suo, autoreferenziale? Ma scrivere non è uno sport né uno spot, è un mestiere durissimo, pagato a forza di confronti terribili con gli altri. Ma qui che c'è? Potevamo aprire il libro delle rime e facevamo tutti canzoni migliori. Si, mi diranno, ma tu credi sia facile scrivere buone canzoni? No di sicuro. Ma a te che scrivi faccio questa domanda: ma tu ti compreresti? Seriamente, rispondiamoci, tu ti compreresti? È la stessa cosa che dico a chi scrive libri e poi si lamenta che nessuno legge perchè a lui non glieli comprano. Ma tu ti compreresti? No, per la miseria, che non ti compreresti. E allora perché dovrebbero farlo gli altri?

Ecco l'inedito di Giuliano



Discografici, ma un po' di idee e linfa vitale e giovane la vogliamo prendere? O dobbiamo metterci da soli, ragazzi, smettere di aspettare dai discografici qualcosa e ritornare a un nuovo ‘77 di autoproduzioni ed etichette indipendenti ma per davvero, non per finta, non di quelle indipendenti fino a che non diventano dipendenti, ma con idee e cose talmente fuori da essere oltre? Non risentitevi se poi Morgan si arrabbia con voi che lo tenete fuori perché ha fama di non fare successi. E' un pregiudizio e anche meschino, non è che voi fate di meglio, no? E poi io so che solo dalle alternative nascono le possibilità e dalle possibilità anche i soldi.
Si dice che le major giustamente fanno le canzoni per vendere. Ma siccome nessuno ha la palla di vetro allora fare cose belle e coraggiose a me sembra l'unica strada che anche economicamente può avere un rientro, invece del pezzo azzeccato a caso sui calcoli del marketing una tantum. Mi domando da tempo immemorabile quale dottrine di economia aziendale si seguano in certi ambienti e francamente non riesco a trovare una risposta.

Ecco le Yavanna con l'inedito



Che brutto che è vedere sprecare il talento. Per fortuna ieri sera ce n’è stato a bizzeffe. Il che mi coglie sempre un po' sgomenta quando mi ritrovo alle tre di notte a rispondere a un americano che non capendo la lingua nostra era preoccupatissimo di quello successo tra Morgan e Marco e del perché  Morgan lo faccia sempre soffrire.
Ho detto: ma allora non siamo solo noi completamente andati, è un fatto planetario. Eh si, Marco lo guardano anche oltreoceano. E la tentazione di gridarglielo è stata forte: ma che ci stai a fare qui? Prendi la valigia ed emigra. Perché se la strada per te è un inedito come questo e poi a febbraio Sanremo, saluta California, go west, young man, go west!
Vabbè, facciamo il resoconto di ieri sera.
4 cantanti, 4 inediti, 8 cover in italiano e straniere.
Discreti livelli generali, bravi tutti, indubbiamente Giuliano subito dietro Marco. E' uscito Silver ma è stato davvero il più scarso e il merito non è acqua in una gara di bravura. Se n'è andato però lasciando una canzone bellissima di Zucchero interpretata in maniera eccellente, per me la sua migliore dentro X Factor.

 
 
Le Yavanna hanno fatto il loro solito, divertenti e a tratti impostate, però c'è stoffa, forse manca ancora la disinvoltura e una certa apertura musicale ma se la faranno. Diciamolo, un trio di sorelle così ci mancava e piacciono a tutti.
 
Bene dunque Giuliano che ha mosso qualche dito in più con canzoni belle anche se non originali come scelte.
 
Devo dire la parte migliore la seconda manche con il solo pianoforte. Marco ha interpretato Senza Fine rendendola infinitamente nuova: che ci vogliamo fare, è il suo dono.
Così con Back in Black degli AC/DC. Il terribile Tommassini, che lo adora, questa volta lo ha messo sui pattini come tortura supplementare ma il risultato è stato ottimo. Sa fare pure il rock duro senza essere tamarro.



Chiudo con una richiesta alla Rai. Vi sto guardando con gli occhi dolci e se volete metto fuori pure le tette, ma ce lo fate a tutti un piacere? si? si? Visto le porcherie di ieri sera che ci avete rifilato ci potete anche accontentare.   
Ecco, dopo la finale di mercoledì ce lo fate uno speciale post puntata invece di troncare tutto lì e chi s'è visto s'è visto come con le altre edizioni? Ci piacerebbe sapere il backstage della vittoria, sentire le emozioni a caldo, insomma, un daytimmone di commiato per tutti i fans e non solo. Ieri Marco ha detto: pensare che tra una settimana è finito tutto me se stringe il cuore, nun ce voglio pensà. Ecco lo confessiamo: anche a noi fa lo stesso effetto.
Che dite, ce lo fate? eh? eh? su siate gentili, dai fatecelo. Se si, promettiamo di votare  tutti due volte invece di una per la finale, vi riempiamo di soldi e voti e non scappiamo in massa verso Amici come vi meritereste. È un buon cambio no?

Ricordo per votare il sondaggio sul vincitore di X Factor che volete: fatelo qui in homepage, scendete un po' la pagina e lo trovate.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 15:23 | link |
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martedì, 24 novembre 2009
X FACTOR 3: MARCO MENGONI, SILVER, GIULIANO, YAVANNA, MORGAN E LE ASSEGNAZIONI DELLA SEMIFINALE

Ormai manca poco alla fine, siamo nella dirittura d’arrivo di questa avventura musicale durata tre mesi, ed è stato interessante vedere le assegnazioni di Morgan ai suoi due ragazzi. Assegnazioni che sono avvenute giovedì ma noi abbiamo visto ieri sera. Interessanti perche sono tra le ultime canzoni che ascolteremo da loro e poi domani sera ci sarà anche il famigerato inedito, la canzone che sarà il primo gradino di una futura carriera musicale con la Sony.
Inedito scomodo perché in genere le canzoni forzatamente necessarie sono destinate al fallimento, ho visto poche volte eccezioni a questa regola. 
Ora siamo agli ultimi giochi. Non posso dire che quest'anno non ci siano stati, anche se con la musica non hanno molto a che vedere, più con una idea malsana del mezzo televisivo. Ma l'avvento della signora Mori che non ha usato altro ha indubbiamente risvegliato rivalità che capisco. Dunque sta così, sono in quattro i rimasti. Le Yavanna della Maionchi non avranno problemi, finale assicurata. Idem Marco e ci mancherebbe. I due in bilico sono Silver e Giuliano della Mori. Eccolo il problema. Povero Giuliano, persona degnissima ma capitato con una giudice che diciamo non riscuote molti favori. E come non fargliene una colpa, visto il percorso. Ma la signora è naturalmente disposta a combattere con qualunque mezzo perché vada in finale.
Morgan lo sa e ieri si è mobilitato, declamando a gran voce la sua nuova paternità con Silver, il cucciolo da proteggere, che essendo stato molto sottovalutato nella sua forza fin dall'inizio nessuno ha rivendicato. E Morgan finalmente ha qualcuno che i produttori non gli soffieranno sotto il naso, come con Marco, qualcuno di cui occuparsi. Marco c'è rimasto di merda, diciamolo, perche il vero cucciolo è lui in tutta questa sceneggiata a pro degli spettatori. Morgan è uno scafato dalla vita e coscientissimo del mezzo televisivo e certe volte non si rende conto che non tutti sono come lui e menomale. Gli ha detto ora ti lascio, ora non hai più bisogno di me, vattene per la tua strada e il Mengoni è rimasto lì, seduto sul ciglio della sedia tutto stranito: "ma nun me po' lascià così, abbandonare...io ho bisogno di lui!!" come in un perfetto romanzo rosa.
Da quel momento quelli che conosco sono partiti come un reggimento armato in sostegno di Marco e io sto ridendo come una matta perche ci stanno manovrando come veri puppet master. Anche a scapito di Silver, attenzione, alla fine non so quanto saggia sia la mossa se non per lo scherzo del volere Silver vincitore e sappiamo che non sarà mai. E lo sa anche lui.
Ma tornando al serio, le assegnazioni di Marco sono fantastiche: AC/DC di Black in Black e qui urla di giubilo da ogni dove, e un pezzo di Morgan guarda caso dall’album che dicevo nell’altro post, non quella canzone ma Amore assurdo.
A dire a tutti sotto i baffi: ehi, spettatori, non è un gioco contro Marco, è un gioco contro la Mori.
Senza tanti giri di parole, alle armate in questo momento inferocite: voi pensate che si dà una canzone che è parte fondamentale della tua vita, che parla di te mettendoti a nudo, a qualcuno caso? O è il più grande dono d'amore che una persona artista possa fare a un'altra, tanto da considerala degna di entrare nella propria vita? Rispondetevi e capirete il rapporto vero che li lega.
Io per me ho deciso, tra tecnica e cuore preferisco banalmente questo e per me è Giuliano fuori. Vediamo cosa decidete voi.  Comunque forza, e domani sera diamo una mano anche al cucciolo, su!

edit aggiornamento canzoni e qualche cambiamento:

Gruppi Vocali, seguiti da Mara Maionchi e Gaudi:

Yavanna: Meravigliosa creatura (Gianna Nannini) - Orinoco Flow (Enya)

Inedito: Una donna migliore

 

25+ , seguiti da Claudia Mori e Roberto Vernetti:

Giuliano: Stand By Me (Ben E. King) - Quando (Pino Daniele)

Inedito: Ruvido

 

16-24 , seguiti da Morgan e Carlo Carcano:

Marco: Black In Black (Ac/Dc) - Senza fine (Gino Paoli)

Inedito: Dove si vola

Silver: Sunday Morning (Velvet Underground) - Un piccolo aiuto (Zucchero)

Inedito: Fuori c’è il sole

Il cambio è probabilmente dovuto alla non soddisfazione del risultato finale, poco tempo o cut. Peccato, spero la faccia comunque in altro momento.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 14:51 | link |
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venerdì, 30 ottobre 2009
IL CASO MARRAZZO A ANNOZERO: UNO DEI PUNTI PIU' BASSI DELLA TV

Il caso Marrazzo a Annozero giovedì 29/10/2009


Premetto prima di tutto una cosa a scanso di equivoci: il signor Marrazzo non lo conosco se non dalla televisione e in quelle vesti non l’ho mai sopportato, la sua arroganza nella trasmissione che faceva qualche anno fa mi dava notevolmente fastidio. Poi la sua successiva carriera politica e umana è lontanissima da quello che io faccio e penso quindi il mio interesse nei suoi confronti è pari allo zero assoluto. Proprio per questo non ci sono sospetti per quello che dirò.  

La gogna mediatica alla quale ieri sera è stato sottoposto, in prima serata, senza ritegno, senza pudore, senza pensare a lui come persona ma come oggetto da esporre sul banco, sputtanando posizioni sessuali e preferenze di letto, tic e comportamenti, fa della trasmissione di Annozero di ieri uno dei punti più bassi che mai mi sia capitato di vedere. Che Annozero sia trash non è la prima volta che lo dico ma il trash è quello che ci dicono fa vendere: ora finché si tratta di seni e sederi del grande fratello può anche divertire qualcuno,  ci si delizia coi finti amori e si gioca con le finte tragedie per scordarsi le vere.

Ma quando si porta all’attenzione di milioni una persona in risaputa difficoltà e la sia apre nelle viscere per fare audience è un altro paio di maniche. Non me ne importa un cazzo dell’accodamento ottuso del trend generale ai carrozzoni mediatici in cui tutti sguazzano allegramente, qui in internet a milioni e fuori altrettanti. Il gossip, orrenda parola, diventato il verbo sacro al posto di Dio: chiacchiere e menzogne e teoremi su attori e casi umani, il tutto mixato in una poltiglia informe, con la politica e le istituzioni svilite fino all’inverosimile.

Non lo tollero per un presidente del consiglio che è una carica istituzionale che merita rispetto, ci piaccia o no è un nostro problema, e sta a destra, non lo tollero per Marrazzo che è (era) il presidente della regione Lazio  e sta a sinistra, non lo tollero per nessuna direzione o posizione. C’è una sola parola che mi viene da dire, vergogna. Vergogna quando si usano le persone per altri scopi che il loro rispetto.

Se il signor Marrazzo ha sbagliato nella sua funzione pubblica pagherà, ci sono i giudici e la legge per questo, il resto riguarda lui e guai a chi pensa di potersi permettere di giudicare un altro uomo per fare cosa? Una trasmissione da dare in pasto a chi? A guardoni? A gente contenta che uno potente sia caduto? Ma siamo davvero così miserabili? Lo useranno per giochi politici di schieramenti da rifare? Informazione giornalistica come rimestio di panni sporchi? Poi sporchi di che? Perché uno ama i trans? In Italia ce ne sono a migliaia, quindi Marrazzo come cliente è in buona compagnia: guardiamo dentro le nostre case prima della sua. La questione riguarda la singola persona, la sua famiglia ed eventualmente la legge, nessun altro.

Ripeto se non è ancora chiaro: vergogna anche solo poterlo pensare di fare di questo un programma in tv, in faccia ai dirigenti e autori Rai che oggi sbandiereranno i loro milioni di auditel. Preferirei morire di fame.

Ieri parlavo di buona televisione che ricorderemo fra trent’anni.  Questa non sarà di quelle. O peggio, lo sarà come esempio alle generazioni del futuro del degrado in cui siamo, della nostra profonda incultura. E del mio schifo.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:40 | link |
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venerdì, 31 luglio 2009
TV: arriva dopo nove anni il seguito di BAND OF BROTHERS

Era la seconda settimana di settembre del 2001 negli Stati Uniti, per la precisione la sera del 9 settembre. La tv via cavo HBO, allora una delle realtà più sveglie nel panorama mondiale, trasmetteva la prima puntata di uno sceneggiato o miniseries che avrebbe fatto un bel po' di storia della televisione.

Lo sceneggiato si chiamava BAND OF BROTHERS* e raccontava la storia della Compagnia Easy del Secondo Battaglione, 506° Reggimento di fanteria paracadutista, 101ª Divisione Aviotrasportata dell'esercito degli Stati Uniti, dal loro addestramento a Camp Toccoa, la loro assegnazione al fronte europeo, fino alla fine della guerra.

Detto così niente di meno attraente parrebbe possibile se non per gli amanti delle guerre e delle armi che vanno a vedere i film per le battaglie e i fuochi a ripetizione. Beh, quanto di più lontano da cosa è BOB.

Tre giorni dopo quella prima puntata le torri gemelle cadevano e per gli americani questo racconto accorato diventava il racconto corale di un paese alla ricerca di unità e di una roccia solida cui appigliarsi attraverso il ricordo di un passato con più senso, quello della liberazione dal nazismo di cui erano stati protagonisti.

Voluto e prodotto da Steven Spielberg e Tom Hanks rimane a tutt'oggi una delle cose più... uhm, userò una parola che utilizzo poco, mirabili, fatte dalla tv e dal cinema di tutti i tempi.

Seicento minuti, dieci puntate epocali sia per il narrato che la messa in scena. La versione tv italiana purtroppo fu tagliata di un ora, ricordo nel 2002 la mia battaglia tramite le pagine di FILMTV fatta con Rete 4 che tentava di nasconderlo, ed è quella che tuttora gira nelle repliche. Anche il doppiaggio fu parecchio scarso, in definitiva un discreto pastrocchio che snaturò l'opera senza molto rispetto.

Ma la seconda guerra mondiale non si svolse solo in Europa, quella del Pacifico fu altrettanto dura, se non peggio. Ed ecco allora, come previsto subito ma con i tempi lunghi che sapevamo, il prossimo marzo 2010, a distanza di 9 anni e dopo due di lavorazione, avremo il seguito spirituale di BoB, THE PACIFIC, altrettanti 600 minuti con gli stessi produttori e mi auguro la stessa anima, che concluderanno questo sforzo narrativo senza precedenti per qualità e impiego di mezzi.

Come descritto in un comunicato stampa dalla HBO si racconterà l'esperienza degli uomini in guerra dal primo scontro con i giapponesi nella giungla di Gualdalcanal fino a Iwo Jima, poi Okinawa e infine il non facile ritorno a casa.

Ancora c'è poco materiale disponibile però un trailer nuovo è visibile, in attesa dell'opera completa già acquistata anche da Germania, Uk, Svizzera, ecc. Non ho notizie per l'Italia ma terrò aggiornato il post.

Consigliata con passione a chiunque ami le cose belle anche se non facili.


 
*Non a caso alcuni dei versi famosi del Discorso del giorno di St. Crispin dall' Henry V  di  Shakespeare, 1598, conservano in questo contesto il giusto senso epico:

KING HENRY V:
This story shall the good man teach his son;
And Crispin Crispian shall ne'er go by,
From this day to the ending of the world,
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he to-day that sheds his blood with me
Shall be my brother.


Questa storia ogni uomo insegnerà al figlio
E il giorno di Crispin e Crespian non passerà
Da oggi fino alla fine del mondo
Che noi in esso saremo ricordati;
Noi pochi, noi felici pochi, noi manipolo di fratelli,
Perché chi oggi versa il suo sangue con me
Sarà mio fratello.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 07:47 | link |
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venerdì, 17 aprile 2009
QUANDO E' LA TV, E NON SOLO, A NON AVERE TALENTO: IL CASO SUSAN BOYLE.

susan-boyle-2009Parlavo nel post precedente dell’ottusità con la quale un cantante come Matteo è stato, in X FACTOR, sottovalutato da tutta la macchina mediatica perché non in linea con lo schema giovanecapelloaspigopiercingalnasol'Italia/la vita/riempireasceltafaschifo che ci si aspetta (????) da un cantante moderno (????), e guarda caso la stessa cosa succedeva sabato in Britain's Got Talent, un programma incrocio tra LA CORRIDA e X FACTOR che c'è in questo momento in Inghilterra. Il programma ha la stessa mano di Simon Cowell, cioè l'ideatore di X Factor, che è anche uno dei tre giudici, con più o meno il meccanismo che conosciamo: performance + giudizio = se i si sono più di due accedi alla fase successiva e avanti fino al premio. Solo che i provini avvengono davanti al pubblico che dice la sua rumoreggiando.

Partendo dallo sperare che non sia tutta un’enorme montatura come purtroppo la tv inglese è abituata a fare da un po' (nella suo caduta nella mediocrità e nel finto non vedo fondo, e noi che ci lamentiamo della nostra....), per chi ancora non la sa racconto la storia.

Nel programma si cercano talenti inglesi genuini e tra i tanti ballerini, cantanti, ecc. sabato si presenta questa signora di quasi 50 anni che dice di voler fare il provino per cantante di musical. Dice di venire dalla provincia, un paesello, Blackburn, di essere nubile e di non aver perseguito la carriera fino a che sua madre non è morta, perché non ne aveva il coraggio. Si inquadra il pubblico che naturalmente sghignazza: la signora è la normalissima inglese di campagna, coi capelli che non hanno visto la pubblicità della Wella e il fisico di chi non compra a Mediashopping. Dice di cantare un brano dal musical I Miserabili e gli sghignazzi aumentano, compresi i giudici: Simon Cowell con le sue tre plastiche facciali e una boria inverosimile, la signora giudice modello Ventura inglese fonata e l’altro giudice altrettanto cerato. La signora è umiliata e ridicolizzata, un bell'esempio di reality show.

Parte la base con il riverbero e la signora stende tutti. Come apre bocca sembra un usignolo, da sogno. Naturalmente tutto il pubblico è in delirio, finisce la performance, i giudici fanno ammenda della loro imbecillità da televisivi e la signora passa tutta contenta. Nei giorni che seguono parte la storia della cenerentola, l'orco (!), proprio così ieri su LA STAMPA, avviato a diventare una star: ha già contratti discografici, interviste, ecc.

Ecco il video:


Susan Boyle on Britain's Got Talent
by dwarthy

Che sia stato tutto preparato è normale e lo si vede, basta guardare le inquadrature, a spese della signora per il "bene" del programma e dell'audience e della pietà di quelli in buona fede a casa. Ma resta il fatto che la signora canta da dio ed è simpaticissima.

Al che sorgono due domande. Visto che lei dice di cantare localmente da tanti anni, quelli che le stavano intorno e ascoltavano avevano le orecchie libere o ricolme di dura terra scozzese?
La reazione globale dei media al fatto è qualcosa di sconcertante.
Mi sono divertita a leggere gli articoli inglesi, italiani e americani (in America piace molto naturalmente, è il sogno americano incarnato), e tutti indistintamente la rappresentano esclusivamente con la storia che ha quasi cinquant’anni ed è brutta: non ne ho trovato uno che non lo facesse.
La loro ossessione con l'aspetto è qualcosa che fa pensare. Ora, senza moralismi né retorica, se vogliamo vederla come una favola è ok, una consolazione bellissima per tutti quelli che hanno perso la speranza di realizzare un proprio sogno.
Ma non può bastare.

Se esiste una parte di gente che ragiona solo con questi due parametri nell'approccio all'altro, e la maggior parte sta nei mezzi di comunicazione, c’è speranza di qualcosa, può servire a qualcosa, può creare qualcosa per la rimanente parte?
Che se fosse stato un uomo al suo posto sarebbe stato lo stesso ne abbiamo la prova con Matteo che oltretutto è pure bello. Ma mi immagino i media italiani quando vincerà.

Nel dubbio non me la sento di rispondere.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 08:33 | link |
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sabato, 11 aprile 2009
VENGHINO VENGHINO, SIORE E SIORI, VENGHINO A VEDERE LO SPETTACOLO INCREDIBILE! Il terremoto e Annozero.

E’ passata quasi una settimana dalla tragedia del terremoto in Abruzzo e voglio spendere due parole, giusto due perché tre non ce la faccio, per dire che sono fiera del mio paese. Sono fiera della mia gente italiana, del cuore che ha, della dignità e del coraggio, della generosità e dell'abnegazione di centinaia e centinaia di persone che da giorni si stanno prestando in tutti i modi possibili e immaginabili, e di cui si parla sempre troppo poco in altri momenti e troppo spesso incurantemente si offendono.
Grazie a chi sta facendo tanto e tanto farà con l’aiuto a chi è nel bisogno più nero, e lo farà senza peso ma naturalmente. In questo riconosco la nostra essenza. Lo dico a me stessa, cerchiamo di essere tutti generosi, diamo quello che possiamo, soldi, braccia, affetto, va tutto bene, tutto serve allo scopo, anche se è poco.

E a chi in questo momento è nel dolore profondo auguro di trovare la forza, tanta forza per ricominciare anche senza voglia - perché come si fa quando tutto intorno a te è crollato e perduto? - con le parole di una donna che con poche cose in mano, impolverate dai calcinacci, ha risposto intervistata: “Che devo fare? Che vuole fare, devo ricominciare!”

circus

Ma la tristezza è anche per un’altra persona, che per un poco, non molto altrimenti vomitavo, ho seguito in una trasmissione chiamata Annozero. Il giornalista e ora onorevole Santoro, tra di noi confidenzialmente detto Pandoro, che disperatamente con i suoi accoliti ha cercato di vendere secondo regola di faziosità e calcolo, nonché professionalmente, e qui è il peggio, di cattivo lavoro d'informazione, una menzogna per verità, costruire due ore e più di un finto caso d’inchiesta giornalistica sul malfunzionamento della protezione civile quando è sotto gli occhi di tutti il contrario. E si è per l'ennesima volta tagliato un pezzo di gambe. Non per chi conta, no, ma davanti alle persone che lo stavano guardando. Il potere è una brutta bestia, per questo lo aborro dovunque lo vedo usato come fine, essere onnipotenti senza responsabilità è non capire niente di ciò che accade veramente intorno, l'odio politico poi è ancora peggio, il nemico è per sua natura infinito e accecante: se le due cose sono sommate diventano micidiali.

freaks

Fatto è, non gli vedo molti arti sani rimasti e non saranno ipotetiche censure o i responsabili Rai a farlo fuori. Sarà lui stesso a farlo, con leggerezza invidiabile, con le sue stesse mani. Si dice che il sonno della ragione genera mostri. Giovedì sera abbiamo avuto un bel Freakshow-fiction, non esisteva il termine e me lo invento, in diretta, esponenti della miglior tradizione del baracconaggio a sbracciarsi e gridare e belare secondo copione, un bello spettacolo speculare al Grande Fratello. Peccato però che questi non facevano neanche ridere, alla fine solo una gran pena.

Complimenti, si tengano pure i soldi del mio biglietto.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 14:18 | link |
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martedì, 07 aprile 2009
Ehi voi, scrittori di fanfiction! Lo sappiamo che ci siete e vi copiamo!

SUPERNATURAL ABBATTE LA QUARTA PARETE


                    Con quattro parole su fandom & Co.


che mi fanno sentire molto pioniera perché vado a colmare un vuoto fino ad adesso piuttosto presente: per quanto cerchi in italiano, non ho trovato molto sull’argomento teoricamente trattato ma poi applicato (5 articoli??). E allora, spero per la gioia di molti, facciamolo.

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Poco volte mi sono divertita così davanti uno schermo come questa: nel lavorare con la scrittura ho sempre amato molto anche quella che nasce da internet in ogni sua forma popolare (o di subcultura, come dovrei dire sociologicamente parlando, ma in questo pezzo a spasso i formalismi), e chi segue le culture pop soprattutto fuori Italia può capire, agli altri spiegherò con calma di cosa si tratta. Chi ha voglia mi segua.

Da che esistono cinema, teatro, tv e libri la quarta parete fa parte della sospensione del dubbio esistente tra un'opera di finzione e lo spettatore, cioè il pubblico accetta d’istinto la presenza della quarta parete senza tenerla direttamente in considerazione, permettendogli di godersi la finzione come se stesse osservando eventi reali.

Da che esiste la tv, il cinema, i libri, i fumetti, i videogiochi, i cartoon, la musica e tutto ciò che crea personaggi, eroi e beniamini, i fruitori in lingua inglese non sono mai stati fermi. Da quelle parti succedono cose che a noi del vecchio contenente ufficialmente potrebbero sembrare assurde poiché siamo più rigidamente separati tra chi produce e chi usufruisce di materiale creativo.  La parola è interagire, non accettare e basta. Dunque qualunque cosa di anche pur minimo successo crea una base di fans, raggruppati nel fandom – comunità di fans con gli stessi interessi - che inventa gli atti più impensabili a supporto. Dalle conventions dove tutti si ritrovano insieme a discutere per giorni, alle fanzines, le riviste anche molto patinate stampate in proprio e diffuse via posta, a tutte le attività in rete con forums, foto, gossip, fan clubs,  news sempre aggiornate, alla musica, arte e video ispirati, alle charity auctions, non so quante attività ludiche si incontrano.

spn418-0306

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 09:10 | link |
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venerdì, 06 febbraio 2009
SOCIETA' - COSA VUOL DIRE VITA?

Tra i miei libri accatastati, quei miei libri che non lascerei andare per niente al mondo, c’è n’è uno mastodontico che si chiama The American Tradition e fa parte di quelli che ho usato per studiare la letteratura americana a scuola. In genere i libri di scuola, finita la scuola, fanno una brutta fine. A me con questo non mi è riuscito, ci sono troppe cose lì dentro che hanno cambiato la mia vita, e come si può buttare via un pezzo della nostra vita quando quel pezzo è stato felice? Appunto.

Mi ricordo come mi stupì la prima volta che, da poco iniziato, mi accorsi che riportava la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti come pezzo di letteratura. Oh, che c’entrava la costituzione con la letteratura? Io sapevo di Pascoli e Dante, figuriamoci. Eppure eccola lì. Poi lessi e capì perché aveva a che fare con la letteratura, espressione dell’essere umano e suo specchio permanente.

Thomas Jefferson, 4 luglio 1776, e la parte che ancora non mi si schioda dalla mente dice:

We hold these Truths to be self-evident, that all Men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the Pursuit of Happiness.

Diritti inalienabili: la vita, la libertà e la ricerca della felicità.

La vita. Quanta morte era passata prima di allora per arrivare a capire che l’uomo doveva abdicare al disprezzo di sé stesso, e considerarsi non più solo peccatore, infimo, servo, ma essere umano degno. E che con questo automaticamente metteva anche tutti i suoi simili nella stessa posizione.

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 13:46 | link |
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martedì, 03 febbraio 2009
X FACTOR - ANDREA GIOPS, PAOLO CONTE GRUNGE E FINALMENTE LA MUSICA

Finalmente a X Factor qualcosa che mi ha dato gli stessi brividi che ho provato l'anno scorso con gli ARAM QUARTET, quando lo guardavamo in 1000 e non c'era la pubblicità ad interrompere ogni 10 minuti, damn!


Finalmente la musica nella  sua accezione di creatività + gioia + inventiva + piacere+ intelligenza + dovremmo dire palle? è entrata nel programma e non ne potrei essere più felice, perche X Factor sembra miracolosamente resistere a qualunque tentativo di bassa tv e veleggia ancora verso il miracolo.

Grande grande grande Andrea Giops Gioacchini in Vieni via con me:


Consiglio il programma a chiunque crei, scriva, faccia arte, non solo musica, è illuminante in molti suoi momenti, e non è cosa di tutti i giorni. Altro che Rai Educational!

Naturalmente Morgan ha gran parte del merito, ma potevamo avere dubbi? Che la cultura è una delle poche strade per l'eccellenza non può stupire che i disattenti.

Così tralascio la diatriba "talento o personaggio?" che ieri sera ha preso gran parte del tempo perché mi sembra fatta da gente che, se la persegue, forse dovrebbe considerare di esercitare un altro mestiere. Dico solo una cosa: lo ha ascoltato o no, davvero ascoltato,  su quell'arrangiamento in acido del pezzo di Conte?

A chi ha voglia di condividere e mi sta nei paraggi propongo per il prossimo lunedì un'altra visione comune, sempre a casa mia, ore 21. Chi vuole unirsi faccia un cenno, c'è posto. Sarà una serata travolgente per riconoscerlo, questo talento!!

 

Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 11:07 | link |
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venerdì, 16 gennaio 2009
TV - LUCIA ANNUNZIATA lascia "Annozero"

Quelli che non se ne vogliono andare e quelli che se ne vanno.


Mentre giorni fa stavo parlando con alcuni amici di quelli che non se ne vogliono andare, nonostante la dignità e il rispetto della funzione che rivestono suggerirebbero tutto il contrario, vedi sindaco Iervolino a Napoli, c'è anche chi se ne va.
La signora Annunziata è giornalista seria, di parte certamente ma anche di cervello, e ieri sera si è alzata dal suo posto e ha abbandonato Annozero, programma di finto giornalismo d'inchiesta dove l'onestà intellettuale e il rispetto della verità sono quasi sempre parole di una lingua straniera.
E lei giustamente, da persona intellettualmente onesta, ha gentilmente salutato. C'erano due opinioni divergenti a confronto? No, c'era il tentativo di capire e far capire da una parte, con tutta la difficoltà che comporta, e il bisogno di trovare il solito colpevole per cercare l'approvazione degli spettatori abituali dall'altra.
Che certe volte bisogna andarsene è sacrosanto: complimenti per la bella lezione di civiltà.

Ecco il pezzo per chi non l'ha visto:


 


Postato da Chiara Micheli - MenandDreamers alle ore 09:29 | link |
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